La Grotta dell’Uzzo allo Zingaro

La Grotta dell’Uzzo allo Zingaro

Di fronte al mare, dalla notte dei tempi

La storia tra l’uomo e la Riserva dello Zingaro inizia oltre 10.000 anni fa.
La grotta dell'Uzzo è uno dei più importanti siti preistorici dell'intera Sicilia. All'interno di essa sono state rinvenute tracce di presenze umane risalenti a circa 10.000 anni fa. La presenza dell’uomo nel territorio è documentata da graffiti, pitture e materiali litici di età preistorica, rinvenuti nelle numerose grotte. Alcune incisioni sono visibili sulle pareti della grotta. Probabilmente ancora anteriori sono i resti di alcuni animali ritrovati nell'antro, quali rinoceronti leoni e mammuth. Dall'esame dei resti trovati, sia umani che degli utensili da loro adoperati, è stato possibile ricostruire, con una certa approssimazione, le loro abitudini di vita.
La stratificazione emersa dagli scavi fatti nella grotta, ha reso possibile conoscere l'evoluzione dell'uomo negli ultimi 10.000 anni. La comunità che occupava la grotta era costituita da un piccolo gruppo di cacciatori che vivevano nella zona. La grotta doveva servire come riparo per la notte e difesa contro gli animali feroci. Con il passare dei secoli la comunità imparò a coltivare la terra ed a cibarsi del pesce che doveva esistere copioso nel mare vicinissimo alla grotta. Le pareti interne della grotta hanno rivelato quella che può essere definita una necropoli "ante litteram", evidentemente realizzata negli ultimi millenni a noi più vicini. I resti umani recuperati dagli scavi eseguiti nella grotta sono conservati presso il Museo archeologico regionale Antonio Salinas di Palermo.
I campioni scheletrici della Grotta dell'Uzzo, (2 femmine adulte e 5 maschi adulti) sono stati confrontati con i campioni più rappresentativi della popolazione dell'Europa occidentale e del bacino del Mediterraneo. Il protocollo di ricerca ha analizzato gli indicatori scheletrici di attività del lavoro e la divisione sessuale del lavoro. Il dimorfismo sessuale e l'incolumità fisica lateralizzazione hanno mostrato alcuni schemi regolari di possibile rilevanza generale in tutti i campioni esaminati qui. Il materiale trovato alla Grotta dell’Uzzo si inserisce bene nel quadro generale del Mesolitico occidentale europeo, pur mostrando alcune caratteristiche intermedie tra il Mesolitico e Neolitico.

  
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