5 cose da fare allo Zingaro

5 cose da fare allo Zingaro

Il mare, le rocce e la storia

La Riserva Naturale dello Zingaro è un luogo magico. L’alternarsi delle calette incastonate nella macchia mediterranea offre uno spettacolo affascinante e sempre diverso. Si tratta di uno dei pochissimi tratti di costa della Sicilia non contaminata dalla presenza di una strada litoranea. Ed è anche un luogo simbolo dell’importanza di preservare il territorio e l’ambiente.
Nel 1976 erano già iniziati i lavori per la costruzione della litoranea Scopello-San Vito Lo Capo, ma in seguito ad una serie di iniziative del mondo ambientalista, culminate in una partecipatissima marcia di protesta che ebbe luogo il 18 maggio 1980, l'Azienda Regionale Foreste Demaniali della Regione Siciliana si impegnò ad espropriare l'area dello Zingaro riconosciuta di grande interesse ambientale. (fonte Wikipedia)
Ma proprio il fascino di questo paesaggio multiforme preservato dal tempo e dal cemento può farvi sfuggire alcune delle “chicche” di questo luogo.
Ecco allora le 5 cose da non perdersi alla Riserva dello Zingaro.

  1. Green power!
    All’interno della Riserva crescono rigogliosi preziosi esemplari di fauna endemica e rara.
    Che la lussureggiante natura della Riserva dello Zingaro sia letteralmente una gioia per gli occhi lo si vede dalle immagini. Ma per gli appassionati di botanica, la Riserva dello Zingaro può rappresentare un piccolo paradiso. Sono state descritte oltre 40 specie endemiche, tra cui merita una segnalazione particolare il rarissimo limonio di Todaro (Limonium todaroanum) rinvenibile a 750 m di altezza sulle rupi di Monte Passo del Lupo, esclusivo dello Zingaro. Poi ci sono oltre 25 specie di orchidee selvatiche tra cui l'orchidea a mezzaluna (Ophrys lunulata), endemica della Sicilia, il tutto circondato dalla pianta che rappresenta un po’ il simbolo della riserva: la gariga a palma nana (Chamaerops humilis). A dispetto del nome, la rigogliosa terra dello Zingaro “sforna” esemplari che raggiungono i 2–3 m di altezza.
  2. Mare, profumo di mare
    Le calette offrono un modo unico di vivere il mare siciliano ed i suoi colori.
    D’accordo questa era scontata, ma non è tecnicamente possibile scrivere sulle cose da vedere allo Zingaro senza parlare delle calette. La prima cosa che si nota, se arrivate da mare, è il profilo litoraneo. Un'alternanza di alte pareti di roccia che sprofondano nel blu e di insenature degradanti dolcemente verso il mare.
    Le calette, tutte ciottolose, appaiono come nicchie più chiare incavate sul fianco delle muraglie dolomitiche. Entrando da Sud versante Scopello e andando verso Nord prendono il nome di Cala della Capreria, Cala del Varo, Cala della Disa o Zingaro, Cala Beretta, Cala Marinella, Cala Torre dell'Uzzo e in fine Tonnarella dell'Uzzo. Una parola in più su Cala Torre dell’Uzzo, perché lo merita: il substrato calcareo del fondo marino esalta la trasparenza dell'acqua proprio come un ambiente tropicale. E non c’è foto che possa rendere l’idea.
  3. Ritorno al passato
    Non solo mare e natura. All’interno della Riserva è custodito uno scrigno di storia antica e tradizioni.
    Lo Zingaro è un luogo di preservazione. È stata preservata la natura e oggi se ne conserva anche la storia, quella dell’uomo che ne ha fatto parte sin dal paleolitico, come testimoniano i ritrovamenti preistorici della Grotta dell’Uzzo. Intorno alla struttura del Baglio Cusenza è stato ricreato un vero e proprio ciclo di produzione secondo “gli antichi codici”.
    Nell'ottica della rivalutazione delle tradizioni, nei pianori di Borgo Cusenza sono state seminate antiche varietà di grano (biancolilla, russia, tumminia, bilì).
    In autunno il terreno viene arato con l'aratro di legno tirato dal mulo. In inverno si semina il grano. A fine giugno primi di luglio avviene la mietitura: la falce messoria è la protagonista di questo evento. Impugnata dai mietitori che per l'occasione hanno rispolverato i ricordi, la sapienza antica e tutti gli attrezzi impiegati in questa fase del raccolto. Viene approntata un’area nel punto più ventilato del campo ed è il luogo dove avviene la battitura delle spighe, con gli zoccoli dei muli che girano sempre in tondo, incitati dai canti e dai richiami dei contadini. Il grano verrà messo in un grosso “crivo” (setaccio) che poggia su un treppiede per la cernitura. Subito dopo, il mulino di pietra pazientemente girato, macinerà i chicchi dorati. Tutto questo è frutto di duro lavoro, ma è pure una grande festa, oggi come un tempo. Si festeggia preparando il pane cotto nel forno a legna che la tradizione vuole condito con olio e origano. Un grosso quantitativo di spighe viene lasciato, per essere manipolato e intrecciato da abili artigiani, che con la loro perizia e fantasia riescono a creare dei veri capolavori. (fonte Sito Ufficiale Riserva dello Zingaro)
    Vivere lo Zingaro significa anche questo, vivere una vacanza fuori dal tempo.
  4. Dove osano le aquile
    Turisti di terra, di cielo e di mare! Per ognuno di voi c’è un tesoro diverso.
    La difesa di questo scorcio unico ha dato i suoi frutti. La fauna locale popola la macchia mediterranea e, principalmente, l’azzurro intenso del cielo siciliano.
    Nella riserva nidificano ben 39 specie di uccelli tra cui il falco pellegrino, la poiana, il gheppio e sembra anche il nibbio reale. C’è anche una piccola coppia di “star”, visto nell’area nidifica anche una delle ultime dieci coppie presenti in Sicilia dell'aquila del Bonelli (Hieraaetus fasciatus). Durante il periodo delle migrazioni sono stati avvistati anche esemplari di aquila reale e di falco pecchiaiolo. Appassionati di ornitologia e di birdwatching possono davvero divertirsi. Tra i mammiferi sono molto diffusi il coniglio e la volpe. Sono presenti anche la donnola, il riccio e l'istrice; tra i roditori, l'arvicola del Savi ed il topo quercino. Magari questo non affascinerà tutti, ma nelle numerose grotte presenti nella Riserva albergano otto differenti specie di pipistrelli tra cui il raro orecchione bruno, il ferro di cavallo, il miniottero e il pipistrello albolimbato.
  5. Only the Brave!
    Per molti ma non per tutti. Attraversare a piedi lo Zingaro è il classico gioco che vale la candela.
    In effetti metterla tra le cose da fare assolutamente è un azzardo. Non perché non ne valga la pena, anzi… Affrontare i sentieri della Riserva terrestre è una delle esperienze più affascinanti d’immersione nella natura di un paesaggio incontaminato, avvolti dagli odori del mare e della macchia mediterranea. Ma ci vuole anche un po’ di “fisico”. C’è un opzione più “abbordabile”, l’attraversamento “solo andata” da parte a parte, che vi permette di vedere le splendide calette ed assaporare la natura. Ci vogliono due orette, al netto di qualche tuffo, vista la difficoltà di resistere all’azzurro delle acque. Ma se volete vivere i frammenti di storia custoditi nel Baglio Cusenza si allunga un po’ e ci vogliono circa quattro ore. Se però avete il fiato ed un 7/8 ore libere vi consigliamo di lasciarvi andare e vivere pienamente lo Zingaro, seguendo i sentieri preparati dall’ente gestore che vi accompagnerà nella scoperta dei mille particolari che compongono una delle riserve naturali più affascinanti del Mediterraneo.


  
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